Il cerchio: molto più di un discorso - A cura di Luca Pio Di Liddo

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In questo breve articolo andremo quindi ad analizzare alcuni punti fondamentali della comunicazione dell’allenatore, mostrando anche piccoli esempi pratici di come, attraverso il modo di parlare, di gestire il gruppo, e di organizzare l’allenamento sia possibile aumentare gli stimoli (voglia)e la motivazione(fame) dei ragazzi.

Quando un allenatore mette i ragazzi in cerchio dopo una prestazione negativa, o qualsiasi episodio che si possa verificare nel match o in allenamento (ecco l’esempio di una frase quasi abusata) spesso lo fa con l’intenzione di far riflettere la squadra e stimolare un miglioramento.
Ma quanto è davvero consapevole di ciò che sta comunicando?
Quali corde emotive sta cercando di “pizzicare” nei suoi giocatori?

Una frase detta in quel momento, in modo superficiale, può lasciare segni importanti: può generare confusione, pressione interna, paura del fallimento o una bassa resilienza, soprattutto nei più giovani. l’allenatore deve cercare di entrare nella testa e nelle emozioni dei ragazzi.
La domanda diventa quindi: quali bisogni vogliamo stimolare?
Quali leve emotive possiamo utilizzare per aiutare i giocatori a crescere?
Nello sport giovanile è fondamentale sostenere tre bisogni principali: competenza, cioè sentirsi capaci; autonomia nel sentirsi coinvolti e responsabili del proprio percorso; e relazione, ossia sentirsi parte del gruppo e supportati dall’allenatore.
 
 
Luca Pio Di Liddo

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